L’assottigliamento dell’ozonosfera

Illustrazione relativa la buco dell'ozono

L’atmosfera che avvolge la Terra presenta più strati gassosi, dette sfere, fra cui lo strato dell’ozono, di formula O3, che si trova fra i 10 e i 20 km dalla crosta terrestre.

Illustrazione relativa la buco dell'ozono
The ozone layer – Author one94

L’ozonosfera è lo strato di grandissima importanza la cui funzione è la protezione della Terra dai raggi solari nocivi; infatti, l’ozono filtra il 97-99% dei raggi ultravioletti dannosi in entrata, impedendo loro di raggiungere la superficie del nostro pianeta e provocare tumori alla pelle nell’uomo.

E’ per questo che è fondamentale spalmarsi il corpo di crema solare, un filtro appunto, per proteggerci dalla percentuale di raggi UVA pericolosi che lo strato di ozono non riesce a filtrare.

La formazione dell’ozono in atmosfera è un processo a due fasi:

  • nella prima fase, la radiazione ultravioletta del Sole incontra l’ossigeno atmosferico (O2) e ne provoca la scissione a due atomi di ossigeno;
  • nella seconda fase, il singolo atomo di ossigeno reagisce con una molecola di O2 e forma l’ozono O3.

Parallelamente al ciclo di formazione dell’ozono, si ha anche il processo di distruzione dello stesso.
L’ozono, per interazione con raggi UVB, si scinde in una molecola di O2 e un atomo di ossigeno. La coesistenza dei due cicli si traduce in un equilibrio naturale che impedisce un accumulo eccessivo dell’ozono, pur favorendone la produzione.

Lo strato di ozono ha una concentrazione abbastanza costante sopra i tropici ed è più concentrato, con grandi variazioni stagionali, alle latitudini maggiori e ai poli.

Il buco dell’ozono non è tale, ma si intende, in realtà, l’assottigliamento anomalo dell’ozonosfera che quindi filtra in quantità minore le radiazioni nocive provenienti dal Sole.

Ogni anno, nel periodo settembre-novembre, si ha un naturale assottigliamento dello strato di ozono sopra l’Antartide, ma questo assottigliamento ha subìto, dalle rilevazioni fatte nel 1985, una diminuzione progressivamente molto maggiore di quella naturale.

I maggiori colpevoli di questo assottigliamento anomalo sono i clorofluorocarburi (CFC), composti organici volatili formati da cloro, fluoro e carbonio, molto utilizzati come propellenti per aerosol e refrigeranti.
In particolare, negli anni ’50-’70 del secolo scorso, erano alla base di diversi tipi di spray come deodoranti, lacche per capelli, e molti altri prodotti, che hanno prodotto alte concentrazioni di CFC e, quindi, l’assottigliamento dello strato di ozono.

Infatti, i CFC, che in realtà sarebbero dei composti inerti, rimangono nell’atmosfera per periodi di tempo compresi fra i 20 e i 200 anni.
Soltanto le radiazioni solari hanno la capacità di scomporli liberando il cloro. Il cloro libero reagisce con l’ozono sottraendo un atomo di ossigeno per formare il monossido di cloro ClO e liberando una molecola di O2. La molecola di ClO incontra poi un ossigeno e si scinde formando O2 e liberando il cloro che si rende di nuovo disponibile per la scissione, quindi per la distruzione dell’ozono, perpetrando il circolo vizioso.

Poiché circa l’80% del cloro in atmosfera proviene da prodotti industriali come i CFC (il restante 20% ha origine dalle eruzioni vulcaniche e dagli incendi), è l’uomo il principale colpevole dell’assottigliamento dello strato di ozono, con gravi conseguenze per la sua salute.

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