Da quando l’aria condizionata è entrata prepotentemente nelle nostre case e nelle nostre auto abbiamo preso confidenza con il freon, seppure sia una sostanza già ben utilizzata come refrigerante nei frigoriferi fin dagli anni Trenta del Novecento. Freon® è il marchio registrato da un’azienda chimica e identifica una classe di composti derivati dal metano e dall’etano sostituiti con atomi di fluoro e di cloro e più noti come clorofluorocarburi identificati con la sigla CFC.
I CFC, tuttavia, sono tristemente noti per essere una delle maggiori cause dell’ampliamento del buco dell’ozono atmosferico in quanto, grazie alle radiazioni UV provenienti dal Sole, si decompongono rilasciando il cloro che agisce sull’ozono distruggendolo (vedi scheda L’assottigliamento dell’ozonosfera). Ed è per questo che, con l’entrata in vigore nel 1987 del Protocollo di Montreal, sono stati banditi nonostante fossero i refrigeranti del 90% dei condizionatori. I CFC sono stati vietati per evitare ulteriori danni all’atmosfera ed è stata messa in commercio un’altra classe di composti, gli idrofluorocarburi il cui acronimo è HFC. Gli HFC vengono identificati, con sigle come R-134a, che corrisponde al 1,1,1,2-tetrafluoroetano e R-32, ovvero il difluorometano, che fanno parte di una scala che ne stima il potenziale di riduzione dello strato di ozono.

A oggi l’R-32, un gas incolore, infiammabile, non tossico, è considerato il refrigerante altamente tecnologico che presenta un potenziale riscaldamento globale inferiore al 67% e per questo utilizzato come il più ecologico, nonché il più efficiente fra i refrigeranti per il condizionamento.
I freon non sono tossici se non vengono inalati in grandi quantità: in questo caso provocano problemi respiratori e altri sintomi anche gravi. Bisogna infatti utilizzarli in ambienti ben aerati e ventilati.
I freon, oltre a essere impiegati nei sistemi di refrigerazioni, si utilizzano come propellenti in bombolette spray e negli estintori.
Come funziona la refrigerazione?
- Il freon all’inizio è un gas freddo a bassa pressione. Entra nel compressore, dove viene “schiacciato”: questo fa aumentare sia la pressione che la temperatura del gas.
- Poi il gas caldo ad alta pressione passa nel condensatore, la parte del sistema refrigerante che si trova sul retro o esternamente. Qui il gas perde calore verso l’ambiente e si trasforma in un liquido ad alta pressione.
- A questo punto, il liquido passa attraverso una valvola di espansione, che fa abbassare bruscamente la pressione e quindi anche la temperatura del liquido, che diventa molto freddo.
- Infine, il liquido freddo entra nell’evaporatore, la parte interna del condizionatore. Qui assorbe il calore dall’aria interna e torna a essere un gas a bassa pressione.
- Il gas a bassa pressione torna poi al compressore e il ciclo ricomincia! In questo modo, il calore viene continuamente spostato dall’interno verso l’esterno, mantenendo freddo l’interno del frigorifero o dell’ambiente.
ATTIVITA’: la refrigerazione con il freon non è l’unico metodo per abbassare le temperature. Fai una ricerca su Internet sugli altri metodi e prepara una presentazione in PowerPoint o uno schema.
