BPA nelle lattine? No, grazie.

Il BPA è l’acronimo di bisfenolo A, una sostanza chimica che si associa con altre sostanze per la produzione di alcuni tipi di plastica e di resine.

Il bisfenolo A è il monomero utilizzato per produrre il policarbonato, ovvero la plastica dura che troviamo in oggetti quotidiani quali i contenitori per alimenti, piatti, oggetti vari per la cucina, o come componente di tubi, di caschi, di componenti automobilistici e di giocattoli; viene utilizzato come monomero anche per la produzione di resine epossidiche alla base di diversi articoli: dai rivestimenti delle barche ai pavimenti, dai tappi di plastica alla pellicola per alimenti.

E, tuttavia, il bisfenolo è entrato già dal 2006 nel cono di attenzione dell’EFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, in quanto viene rilasciato negli alimenti e nelle bevande dai materiali di cui fa parte in quantità minime, ma tali da poter risultare nocivo. Il bisfenolo A, infatti, è una molecola molto simile all’estradiolo, l’ormone femminile più importante per il suo ruolo di sviluppo e mantenimento dei caratteri sessuali femminili e nella regolazione del ciclo mestruale, e prodotto, seppure in concentrazioni inferiori, anche dall’organismo maschile. Il bisfenolo attiva quindi le stesse funzioni degli ormoni femminili e nell’uomo gli studi dimostrano che ha influenza sulla sessualità e sulla fertilità.

Bisfenolo (BPA)

Estradiolo

Le lattine sono fra i contenitori per bevande che un po’ tutti abbiamo per le mani. Uno studio sulle bevande zuccherate vendute in Italia ha rilevato che, mediamente, portano una concentrazione di BPA di 1,24 μg/L, nelle bibite gassate, e 0,80 μg/L in quelle non gassate. Nelle birre che circolano in Italia, il 35 % presenta concentrazioni variabili fra 0,5 e 2,5 μg/L. Ma il dato più sorprendete è la presenza di BPA negli scontrini a carta termica (quelli che si scoloriscono nel tempo) che vengono assorbiti dall’organismo attraverso la pelle. Si è cercato di ovviare a questo problema sostituendo, nel 2020, il BPA con un altro bisfenolo S del quale però se ne stanno studiando le possibili interferenze con il sistema endocrino che lo renderebbero non innocuo.

L’EFSA ha stabilito in 4 μg per kg di peso corporeo il limite tollerabile per l’organismo umano. Nel 2024 la Comunità Europea ha proibito di utilizzare il BPA in tutti i materiali a contatto con cibo e bevande, compresi gli impianti di produzione, trasporto e confezionamento, una eliminazione che però necessita di un certo lasso di tempo perché avvenga in modo completo.

Nel frattempo, possiamo evitare di acquistare cibo e bevande in lattina: la birra, meglio berla nel bicchiere perché il bordo è stato a contatto con la plastica che riveste il tappo. Un’altra azione che mette al riparo dal BPA è riscaldare i cibi al microonde in recipienti di plastica e anche evitare di porre i cibi caldi in contenitori di plastica, ma aspettare che si siano raffreddati. Infine, per non ingerire BPA una volta che si è tenuto in mano uno scontrino in carta termica, non toccarsi la bocca con le mani.

ATTIVITA’: fai una ricerca sulla differenza fra BPA e BPS e sulle loro strutture e prova a richiamarle o a disegnarle con Avogadro, approfondendo le loro proprietà. Prepara un poster.

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