Il problema dell’eccesso di CO2 nell’atmosfera che produce danni enormi aumentando il riscaldamento globale, è uno degli argomenti che la ricerca sta affrontando a 360 gradi.
I dati dell’Agenzia internazionale dell’energia indicano che l’8% dell’anidride carbonica mondiale ha origine nell’ambito dell’edilizia, in particolar modo dai processi di produzione del cemento con un continuo aumento delle emissioni. Forte anche dell’impegno di 40 aziende cementifere che coprono la gran parte del mercato mondiale di ridurre le emissioni e diventare carbon neutral entro il 2050, un gruppo di ricerca spagnolo ha riscontrato che, se nel ciclo di produzione del cemento a partire dal cemento e dagli altri scarti provenienti dalle demolizioni, viene l’acqua gasata, la CO2 contenutasi si fissa e si assorbe.
Come avviene la cattura della CO2 da parte del cemento?
Nella betoniera si mescolano cemento, sabbia, molta ghiaia e tantissima acqua. Secondo lo studio spagnolo, l’acqua gasata insieme alla portlandite, un componente del cemento delle demolizioni, crea una reazione che forma carbonato di calcio. Il carbonato di calcio riempie i pori del materiale formato, compattandolo e migliorandone inoltre la meccanica e la resistenza. In Italia, è stato calcolato che ci sono 15 milioni di tonnellate di rifiuti edili utilizzabili da sfruttare in questo ciclo di cattura della CO2.
Nei pressi di questo impianto opera una cartiera i cui scarti in legno, ricchissimi in CO2, vengono utilizzati dal nuovo impianto per creare biomattoni che verrebbero poi immagazzinati sotto terra per centinaia di anni.
L’obiettivo della startup è di arrivare al 2025 con la rimozione di 75 000 tonnellate di CO2 con un vantaggio economico notevole: se oggi mediamente il costo è di 500 dollari a tonnellata, per questa azienda il costo è di 100 dollari a tonnellata. E non solo: la produzione dei biomattoni richiede un decimo dell’energia di altri sistemi di rimozione.
Il meccanismo di cattura della CO2 parte dall’essicazione e dall’isolamento degli scarti della cartiera in modo che non rilascino la CO2 nell’atmosfera. Quindi, una volta formati i mattoni, vengono rivestiti di una sostanza polimerica che li isola e, infine, vengono sotterrati e stoccati in siti preposti.
Naturalmente, non ci sono solo i due progetti citati per cercare di rimuovere l’anidride carbonica dall’atmosfera: infatti, sono sempre numerosi gli studi e la ricerca di applicazioni in tutto il mondo, ma con esiti non ancora efficaci.
ATTIVITA’: con una breve lezione in PowerPoint spiega come l’argomento di questa lettura si inserisce negli obiettivi 12 e 13 dell’Agenda 2030.
