Da filtri di sigarette a prodotti di pregio

Le sigarette sono formate da una parte combusta, che contiene nicotina, metalli pesanti, catrame e altre sostanze dannose per la salute dei nostri polmoni, ma che non nuocciono eccessivamente all’ambiente che li assorbe, e da filtri a base di acetato di cellulosa, una materia plastica, che impiega più di dieci anni per decomporsi. Scopri la chimica dell’acetato di cellulosa con l’esercizio 38.

Nel 2020 Legambiente ha monitorato 189mila m2 di spiagge nell’ambito dell’indagine Beach Litter, studiando l’incidenza delle varie tipologie di rifiuti abbandonati.  I numeri di questa ricerca sono spaventosi: è stata calcolata una media di 654 rifiuti ogni 100 metri quadrati. Nella classifica delle varietà di rifiuti, i mozziconi di sigaretta sono in testa (insieme ai frammenti di plastica) rappresentando il 14% del totale, ovvero risulta che vi siano in media 90 mozziconi ogni 100 metri quadrati.  Si calcola che nel mondo, vengano lasciati per terra 4,5 trilioni di mozziconi. Solo in Italia se ne producono 13 000 tonnellate.

Diverse start-up italiane hanno affrontato la questione trasformando i mozziconi da problema ambientale a risorsa, ovvero recuperando l’acetato di cellulosa dei filtri impiegandolo in prodotti di pregio come gli occhiali e finiture edili. Anche l’Istituto sull’inquinamento atmosferico del CNR, nell’ambito del progetto Rinasce, ha studiato delle soluzioni per dare ai mozziconi di sigaretta un’altra vita. È stato progettato un impianto per separare velocemente le diverse componenti, rimuovere le sostanze contaminanti e quindi recuperare le frazioni merceologicamente più pregiate.

Il processo di trattamento dei filtri messo a punto si articola in quattro fasi:

  1. separazione dell’acetato dalla carta, dal tabacco e dal residuo catramoso in modo che il prodotto non risulti nocivo;
  2. trattamento di lavaggio per eliminare le sostanze nocive: le acque impure vengono raccolte e inviate a un impianto di depurazione;
  3. essicamento;
  4. lavorazione del materiale attraverso un processo termico.

L’acetato di cellulosa rigenerato può essere riutilizzato nella produzione di oggetti, ricorrendo alla maggior parte dei metodi di lavorazione delle materie plastiche sul mercato, dal campo della moda all’oggettistica. In particolare, i mozziconi sono stati trasformati in montature per occhiali, anche se il processo deve essere ancora migliorato per quanto riguarda la resa: per produrre un paio di occhiali sono oggi necessari 1000 mozziconi, pari a quanto prodotto in un mese da due fumatori medi.

Ultimamente, si sta mettendo a punto anche un progetto che prevede di ricavare dall’acetato di cellulosa dei mozziconi di sigaretta la fibra di cellulosa per produrre le mascherine chirurgiche: la fibra contenuta nei filtri di sigaretta viene igienizzata e quindi trasformata in un tessuto morbido come il cotone attraverso un trattamento simile alla cardatura della lana. In tempi di Covid-19 questo progetto assume rilevante importanza in quanto il tessuto può essere lavato e riutilizzato, con un minore impatto ambientale sui rifiuti.

ATTIVITA’: L’argomento di questa scheda richiama due goals dell’Agenda 2030. Uno è l’obiettivo 12, qual è l’altro goal? Quali sono i traguardi da raggiungere per entrambi?

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