L’industria chimica

Alla fine di luglio 2019, Il Sole 24Ore ha pubblicato un articolo riguardo la richiesta di cinquemila chimici da parte delle aziende italiane.
Ma che cosa produce e come si articola l’industria chimica?

L’industria chimica si avvale degli studi delle proprietà e delle trasformazioni della materia, ovvero della scienza chimica, ne acquisisce i risultati della ricerca e li rende disponibili come tecnologie e prodotti.

La funzione e il peso della chimica nei prodotti con i quali veniamo quotidianamente a contatto, non vengono facilmente compresi perché rappresentano molto spesso sostanze intermedie di lavorazioni di altre industrie che immettono sul mercato i beni che noi utilizziamo. Eppure è grazie alla chimica se esistono tutti i prodotti di uso comune e a prezzi accessibili.

Nella TAB 1 è specificata la percentuale di destinazione dei prodotti chimici nei diversi settori.

SettorePercentuale
Industria67,5 %
Consumi14,6 %
Servizi12,7 %
Agricoltura5,2 %
Tabella 1 – Destinazione dei prodotti chimici nei diversi settori industriali.

L’industria chimica, che produce per tutti i settori fondamentali, si articola in:

  • Chimica di base, è la trasformazione delle materie prime organiche, soprattutto petrolio e gas naturale, e inorganiche, cloruro di sodio, carbonato di calcio zolfo, fosfato di calcio e altri minerali, nei prodotti basilari per l’industria manifatturiera, per l’industria farmaceutica, per l’industria petrolifera, per l’industria agraria, per l’alimentazione, per i servizi e l’edilizia, fino al sistema sanitario, TAB 2.
    Infatti, a partire dalle materie prime, si ottengono circa 20 prodotti chimici fondamentali, di base appunto, che forniscono poi l’85% dei prodotti chimici in commercio. Gomme, plastiche e fibre, fertilizzanti, gas tecnici, sostanze inorganiche di cui fanno parte anche i coloranti e i pigmenti.
Prodotti di base organiciProdotti di base inorganici
Idrogeno, etilene, propilene, n-buteni, butadiene, isobutene, isopropene, toluene, xileni, naftalene, pseudocumene, mesitilene, gas di sintesi.Cloro, idrossido di sodio, acido solforico, acido nitrico, ammoniaca, carbonato di sodio, idrossido di calcio.
Tabella 2 – Prodotti di base organici e inorganici.
  • Chimica fine, fornisce diverse tipologie di prodotti che vengono utilizzati principalmente da industrie chimiche e non immediatamente commercializzati.
    Rispetto alla chimica di base, la chimica fine ha produzioni molto differenziate, spesso di molecole molto complesse e comunque in piccoli volumi, dando così un valore aggiunto ai prodotti.

    I prodotti della chimica fine sono:
    • intermedi per l’industria, ovvero molecole che permettono di ottenere composti più complessi; utilizzati soprattutto nell’industria farmaceutica;
    • principi attivi, sostanze che attribuiscono caratteristiche specifiche a un prodotto senza alterarsi se questo subisce altri passaggi;
    • additivi, sostanze che si aggiungo ad alcuni prodotti per migliorarne o conservarne le caratteristiche o per impartire loro specifiche qualità, senza alterarsi in eventuali passaggi successivi; vengono utilizzati negli alimenti, ad esempio i coloranti e gli antiossidanti, nei carburanti, come antigelo e antidetonanti, ma anche negli oli combustibile e lubrificanti e nei conglomerati cementizi;
    • ausiliari, sostanze che vengono aggiunte per migliorarne la lavorabilità nei successivi processi di lavorazione;
    • coadiuvanti tecnologici, sono utilizzati nell’industria alimentare, nella trasformazione di materie prime o loro ingredienti, per ottenere un determinato obiettivo tecnologico. Ad esempio, vengono usati per estrarre gli aromi naturali da fiori , frutti ecc. o per chiarificare la birra. Non vengono citati nelle etichette.
  • Chimica specialistica, i prodotti derivati dalla chimica di base, vengono ulteriormente lavorati per trovare impiego in diversi settori industriali e quindi commercializzati.
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