La chimica dei tatuaggi

Circa il 12% della popolazione europea e il 24% degli americani ha tatuaggi.

In Italia la normativa vieta la tatuazione sotto i 18 anni e non prima dei 14 con il consenso informato dei genitori e tuttavia non esiste  un vero e proprio quadro normativo. Si indica soltanto che devono avvenire in luoghi con i requisiti igienico-sanitari adeguati ed effettuati da tatuatori qualificati e autorizzati. Non ci sono invece regolamentazioni riguardo gli inchiostri, così il loro contenuto non è sempre chiaro.

Fonte: Pexels

I due componenti principali degli inchiostri per tatuaggi sono i trasportatori e i coloranti.

I trasportatori sono solventi, come l’etanolo e l’acqua distillata, che aiutano la penetrazione dei coloranti sotto lo strato superiore della pelle. Vengono anche usati, però, l’alcol isopropilico (noto antigelo) e il glicerolo.

I coloranti sono inchiostri, diversi studi ne hanno rilevati 100 diversi, che vengono depositati nel derma della pelle. Un tempo, negli inchiostri venivano usati pigmenti colorati contenenti metalli: il cinabro (solfuro mercurico) per le tonalità di rosso brillante o l’ossido di cromo per i verdi. Essendo notoriamente tossici, per fortuna oggi non entrano più nella composizione dei coloranti.

Oggi, gli inchiostri sono costituiti di pigmenti organici: si va dalle famiglie degli azoici (nel 60% dei tatuaggi), azocomposti caratterizzati da uno o più legami N=N usati industrialmente per colorare le pelli, per ottenere i rossi, i gialli e gli arancio, ai coloranti di ftalocianina, un composto eterociclico solubile in acqua, per le tonalità di blu e di verde. In particolare, i coloranti azoici si decompongono ad ammine aromatiche primarie, classificate come cancerogeni, per azione batterica o per esposizione di raggi UV solari.

Finora ci si è preoccupati delle reazioni o delle possibilità di infezione dopo una seduta di tattoo. Ora ci si incomincia a preoccupare del fatto che i componenti dell’inchiostro possano rappresentare un rischio per la salute, in particolare le impurità che vi si trovano. La presenza di idrocarburi policiclici aromatici (IPA),formati sostanzialmente da due o più anelli aromatici condensati, come il benzo-α-pirene che si trova soprattutto negli inchiostri neri, desta apprensione essendo un noto agente cancerogeno, anche se non ci sono ancora evidenze scientifiche riguardo i tatuaggi.

Altri componenti di cui si sospetta un azione negativa sulla salute sono i conservanti, in quanto viene utilizzata la formaldeide (cancerogena), e gli antisettici come il benzoisotioazolinone che ad alcune persone provoca irritazione cutanea. Infine, l’utilizzo del biossido di titanio, spesso mescolato ai coloranti per creare certe tonalità, essendo bianco, ha messo in luce un effetto negativo. Infatti, studi effettuati in Germania e in Francia al sincrotone hanno rilevato che il biossido di titanio, una volta entrato nel tessuto epidermico migra in forma di nanoparticelle fino ai linfonodi e sembra possa ingrossarli con conseguenze per la salute.

Intanto, la Commissione europea sta lavorando alla legislazione per limitare ad oltre 4 000 le sostanze negli inchiostri per tatuaggi.

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