Asfalti efficienti e sostenibili con il plasmix

Che fine fa il 50% circa degli scarti eterogenei della plastica ottenuta con la raccolta differenziata? Diventa plasmix.

Il plasmix, per la normativa italiana, è definito come “un’insieme di plastiche eterogenee incluse negli imballaggi post-consumo e non recuperate come singoli polimeri”. In altre parole, le plastiche derivanti dalla raccolta differenziata, vengono sottoposte a riciclo meccanico, trasformate in granuli e scaglie e utilizzate per creare prodotti come accessori e carenature per ciclomotori, bancali, altalene, panchine e arredo urbano in generale.

Un uso ancora più importante riguarda l’impiego del plasmix per sviluppare asfalti sostenibili e duraturi per strade, autostrade, aree industriali e aeroporti. Le aziende produttrici, che si sono avvalse degli studi e del supporto del Laboratorio stradale del Politecnico di Milano, hanno realizzato questi conglomerati bituminosi contenenti tecnopolimeri incrementando in modo significativo la vita di queste pavimentazioni, riducendone il deterioramento: infatti, hanno una maggiore resistenza alle escursioni termiche e ai raggi ultravioletti, abbassando di conseguenza il degrado superficiale con minori rischi per cicli e motocicli.

I tecnopolimeri sono i materiali che vengono utilizzati per numerose progettazioni ingegneristiche perché possiedono caratteristiche fisico-meccaniche tali da consentire performances elevate senza ricorrere a materiali tradizionali, spesso non adatti. Ne fanno parte i polimeri termoplastici, materiali con proprietà elastiche se sottoposti a sforzi minimi e con comportamento plastico quando vengono più marcatamente deformati. Inoltre, come suggerisce il nome stesso, questi polimeri  modulano le proprietà fisico-meccaniche in base alla temperatura di esercizio.

Un esempio eclatante di applicazione di asfalti a base di plasmix è il ponte San Giorgio di Genova costruito dopo il disastro e la demolizione del ponte Morandi. La nuova infrastruttura è stata realizzata con un asfalto contenete additivi a base di plastiche riciclate, in particolare proprio polimeri termoplastici. Il nuovo manto stradale ha una resistenza doppia rispetto a quelli attualmente utilizzati e una maggiore sostenibilità. Secondo uno studio condotto dall’Università Bicocca di Milano, i vantaggi di utilizzare questo tipo di asfalto possono essere tradotti in un risparmio di circa il 60% di emissioni di CO2, rispetto a un asfalto tradizionale.

L’utilizzo del plasmix nelle grandi opere stradali e autostradali, e anche delle piste degli aeroporti, è un altro esempio di economia circolare.

Fonte: Pexels

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